giovedì 14 giugno 2012

'Cause you make me shine.





"...and we build up castles in the sky and in the sand design our own world ain't nobody understand."


Solo per te amore.

giovedì 31 maggio 2012

Un'altra lapidazione in Sudan.

Intisar Sharif Abdallah ha 20 anni, un figlio di 4 mesi ed in Sudan oggi è stata condannata alla lapidazione per adulterio. Lo denuncia Amnesty International. E va bene il rispetto delle tradizioni, e va bene che non ci piacciono i filooccidentali a tutti i costi, e va bene che siamo contro le ingerenze culturali, però questa barbarie, come altri casi simili, io non la tollero. Non si può permettere che una donna venga presa a sassate fino ad essere ammazzata,a prescindere dalla legge per la quale ciò viene fatto. Non si può permettere e basta. Non me ne frega niente se è fatto in nome di un dio, di un principio e dio solo sa per cosa. Mi interessa che una donna di 20 anni, con un figlio di 4 mesi, verrà ammazzata a sassate. E noi stiamo qui a guardare. No, qui il filooccidentalismo non centra. Mi dispiace, ma qui bisogna prendere una posizione.

martedì 27 marzo 2012

Voglia di sole.


Voglia di viaggio, di partenza, di sole, di movimento.
Voglia di Primavera, di risveglio, di sorriso, di carezza.
Voglia di vento tra i capelli, voglia di gelato al biscotto.
Voglia di bicicletta, di mare, di sale, di costume.
Voglia di scherzo, di ridere.
Voglia di ridere.
Voglia di profumo, di nuovo, di fresco, di pulito.
Voglia d'estate.
Voglia di birra fresca, di vongole, di limone.
Voglia di bruciare l'inverno.
Voglia di musica, di ballare.
Voglia di schiudersi.
Voglia di sabbia bollente.
Voglia di profumo di crema abbronzante.
Voglia di regalo. Voglia di girasoli, di girasoli regalo.
Voglia di amiche.
Voglia di occhi felici.
Voglia di occhi che brillano.
Voglia. Voglia di nuovo.

domenica 18 marzo 2012

TORN.

I thought I saw a man brought to life
he was warm he came around like he was dignified
he showed me what t was to cry
Well you couldn't be that man I adored
you don't seem to know - or seem to care what your heart's for
I don't know him anymore
there's nothing where he used to lie
my conversation has run dry
that's what's goin' on
nothing's fine
I'm torn
I'm all out of faith, this is how I feel
I'm cold and I am shamed
lying naked on the floor
illusion never changed
into something real
I'm wide awake and I can see the perfect sky is torn
you're a little late I'm already torn

so I guess the fortune teller's right
I should have seen just what was there and not some holy light
but you crawled beneath my veins and now I don't care, I have
no luck
I don't miss it all that much
there's just so many things
that I can't touch
I'm torn
I'm all out of faith, this is how I feel
I'm cold and I am shamed
lying naked on the floor
illusion never changed
into something real
I'm wide awake and I can see the perfect sky is torn
you're a little late I'm already torn
torn

there's nothing where he used to lie
my inspiration has run dry
that's what's goin' on
nothing's fine
I'm torn
I'm all out of faith, this is how I feel
I'm cold and I am shamed
lying naked on the floor
illusion never changed
into something real
I'm wide awake and I can see the perfect sky is torn
I'm all out of faith, this is how I feel
I'm cold and I am shamed
when I'm broken on the floor
you're a little late I'm already torn
torn
.

sabato 17 marzo 2012

Oceano Mare




"Certe volte mi chiedo cosa stiamo aspettando."
(Silenzio)
"Che sia troppo tardi, Madame."

mercoledì 29 febbraio 2012

The family man

Abbiamo una casa nel New Jersey, abbiamo due figli, Annie e Josh. Annie non è un granché come violinista ma ce la mette tutta, è un tantino precoce, ma solo perché dice quello che pensa! E Josh... lui ha i tuoi occhi, non dice molto, ma sappiamo che è uno sveglio! Tiene sempre gli occhi aperti, sai, ci osserva sempre; qualche volta tu stai a guardarlo e ti rendi conto che sta imparando una cosa nuova... è come assistere ad un miracolo.
La casa è un casino, ma è nostra... ancora 120 rate del mutuo e sarà nostra! E tu presti assistenza legale gratuita, sì è così, assistenza legale gratuita, ma non ti crea problemi.
E siamo innamorati, dopo 13 anni di matrimonio siamo ancora incredibilmente innamorati, non mi permetti di toccarti se non lo dico.
Canto per te, non sempre, ma sicuramente nelle occasioni speciali. E noi abbiamo avuto la nostra parte di sorprese e magari fatto sacrifici, ma siamo rimasti insieme.
Vedi, tu sei migliore di me e lo starti accanto mi ha reso migliore.
Non lo so, forse è stato solo un sogno, magari sono andato a letto in una triste notte di dicembre e ho immaginato tutto, ma ti giuro che niente è mai stato più reale, e se ora sali su quell'aereo sparirà per sempre.
So che possiamo continuare con le nostre vite, ce la caveremmo benissimo, ma io ho visto quello che potremmo essere insieme e scelgo noi.
Ti prego Kate, una tazza di caffè, puoi sempre andarci a Parigi, solo, ti prego non stasera.

sabato 25 febbraio 2012

La rana e lo scorpione



Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: "Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda. " La rana gli rispose "Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi! " "E per quale motivo dovrei farlo? " incalzò lo scorpione "Se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei! " La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell'obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.
A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all'insano ospite il perché del folle gesto. "Perché sono uno scorpione... " rispose lui "È la mia natura".


Per fortuna noi abbiamo la capacità di scelta.

venerdì 24 febbraio 2012

Non rimane che la meraviglia

Mentre aspetto che tutto finisca
E ti guardo perchè sei perfetta
Sei la cosa che più mi spaventa
Mentre togli il vestito di fretta
Non rimane che la meraviglia
Che la tua pelle nuda risveglia
Sto precipitando amore mio
.Come la pioggia sul tuo viso
Come il cielo quando crolla all'improvviso
Se la tua bellezza è
Furiosa e nobile
E' qualcosa che somiglia alla parte migliore di me
Se la tua bellezza è
La tua bellezza è...
Mentre giri sull'ultima giostra
Come sopra due metri di onda
Ogni mio desiderio si incendia
Stanno rotolando amore mio
Queste stagioni
Come sassi in un torrente
Come fanno i nostri sogni
Se la tua bellezza è
Furiosa e nobile
E' qualcosa che somiglia alla parte migliore di me
Se la tua bellezza è
La tua bellezza
E' qualcosa che somiglia alla parte migliore di me
Domani è un giorno lontano
Ora che per l'unica volta ci amiamo
E' per me
La tua bellezza
La tua bellezza
Se la tua bellezza è
Furiosa e fragile
E' qualcosa che somiglia alla parte migliore di me
Se la tua bellezza è.

sabato 29 ottobre 2011

Domenica mattina

Ci sono un paio di calze velate sul tappeto a righe che copre il parquet chiaro.
C’è una sciarpa che profuma ancora di sera sulla poltrona sotto la finestra. Sulla stessa poltrona un paio di jeans con la cinta infilata, una camicia a righe, un reggiseno e una borsa aperta.
Le tende trasparenti e le tapparelle chiuse. Filtra un raggio del sole freddo di Dicembre.
La porta è socchiusa. La radiosveglia sul comodino segna l’ora lampeggiando in silenzio, rispettosa e inutile. Accanto, un cellulare spento. Due orecchini e un filo di perle poggiati su un libro, fermato da una foto a pagina 216.
Sopra la testata, quella foto scattata per caso, più bella in bianco e nero.
Morbidi cuscini ricamati poggiati sul letto e un caldo piumone bianco.
Sotto il piumino s’indovinano le forme addormentate e si muove solo il respiro.
I corpi nudi, le dita ancora intrecciate e i piedi vicini.
Il tepore sereno del sonno che si consuma fino a quando ce n’è, senza sveglia a comandare.


È domenica mattina e la felicità deve essere una cosa del genere.

A.A.A. Dannato futuro cercasi.

“Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta” sosteneva Paul Valery, nel 1931 (aforisma attribuito anche a Arthur C. Clarke e Yogi Berra ndr).
Settant’anni dopo Paul Valery esprime bene il tragico problema che, a mio avviso, attanaglia l’Italia. Disoccupazione, “d-istruzione”, mancanza di coesione sociale e partecipazione politica possono essere letti, alla luce di questo assunto, come concause di un fenomeno silenzioso, che a dirlo fenomeno è anche troppo, visto che è un’assenza. L’assenza di futuro.
Non perché non ci sia. Chiunque di noi è abbastanza incline a credere di potersi svegliare nuovamente domani mattina. E, a ben vedere, anche il giorno dopo e quello ancora dopo. Probabilmente molti di noi sanno anche cosa faranno nel prossimo mese, in che modo impiegheranno le proprie energie. Ma questa non è l’idea di futuro a cui mi riferisco.
Se ci svegliassimo negli anni ’50-’60, quando per strada c’erano le prime Cinquecento e la Tv era un gioiello in bianco e nero, probabilmente avremmo più futuro in testa. I politici si affacciavano al futuro europeo, le industrie si affacciavano al futuro produttivo, gli studenti si affacciavano alla scuola moderna. Le famiglie si affacciavano alla prima lieve serenità economica dopo anni di sacrifici.
C’era un’idea di futuro, insomma. Urlata nelle piazze del ’68, parlata in Tv, vissuta nei diritti guadagnati.
Oggi il futuro in Italia non c’è più. Nemmeno se ne parla. Si parla in termini di settimane, di mesi. Al massimo di trimestri. Il futuro negli stage non si vede e non si vede nemmeno nei contratti a progetto.
In Parlamento il futuro è responsabilità di dover mantenere promesse, meglio non citarlo. La scuola? Mica si pensa al futuro a scuola. Si torna al passato, col maestro unico.
Il futuro una volta era dopo la scuola, dopo l’università. Era un progetto di vita, una famiglia, pure dei figli.
Oggi il futuro è una nebulosa. È diventato sperare di arrivare, a colpi di coda, ad avere un lavoro stabile e indeterminato, un briciolo di emancipazione e indipendenza prima dei trenta e magari la possibilità, per gli ottimisti, di maturare una pensione.
È questo il futuro che non c’è. L’assenza presente. Come un macigno sulle spalle di quelli che ce la mettono davvero tutta per costruirselo un futuro. E non mi venissero a parlare di “bamboccioni” (Brunetta ndr), non mi venissero a parlare di giovani “che non scalciano” (Bersani ndr). Piuttosto mi venissero a parlare di incentivi per l’occupazione giovanile stabile, per l’acquisto di una casa senza essere strozzati dal pizzo legale dei mutui bancari, per dei sacrosanti asili nido su cui contare, se mai si fosse così folli da decidere di mettere al mondo un figlio, per le energie rinnovabili, visto che, ad esempio, i decreti attuativi previsti per l’inizio di Ottobre ancora sono in cantiere.
Mi parlassero di questo.
Allora forse, non ci sarà più bisogno di indignarsi così tanto di fronte a un dannato futuro che non c’è.